Punti di forza delle Cartiere di Trevi sono la qualità della materia prima e della lavorazione. Citerei anche ...
Provata una volta, la userai per sempre!
Tre amici, una missione: dare nuova vita alla carta.
Non tutte le storie cominciano in una foresta. Alcune nascono tra le mani di chi, ogni giorno, sceglie di dare valore a ciò che ha già vissuto. Questa è una di quelle storie. Una storia fatta di carta, ma soprattutto di scelte. A Trevi, nel cuore dell’Umbria, tre amici lavorano silenziosamente.
Non si vedono, non parlano, ma sono ovunque: in ogni bancale ben avvolto, in ogni tubo resistente, in ogni scatola di cartone, striscia di cartoncino per la carta igienica o foglio che protegge la frutta. Si chiamano Reduce, Reuse e Recycle. Tre parole che conosci. Tre pilastri dell’economia circolare. Ma qui, in Cartiere di Trevi, sono molto di più: sono il nostro modo di lavorare, di pensare, di produrre. Sono il nostro impegno, ogni lunedì e ogni giorno dell’anno.

Il lunedì con Cartiere di Trevi
Segui la bobina #followthereel
Episodio #1: Dalla bobina alla scatola, la forza di un imballo nasce qui
Episodio #2: Una triste storia. Due fogli gemelli, separati alla nascita
Episodio #3: La striscia che diventa anima: seguiamo “Ciro il Rotolino”
Episodio #4: Dal 1943, dietro ogni bandiera, c’è un’intera filiera.
Episodio #5: Il silenzio degli angolari: il dettaglio invisibile che fa la differenza
Episodio #6: La carta che allunga la vita
Episodio #7: La Banda del Riciclo: Reduce, Reuse, Recycle
Reduce: il riflessivo
Reduce è il primo della Banda. È preciso, razionale, un vero amante dell’efficienza. Non spreca nulla. Osserva attentamente ogni processo produttivo, studia ogni grammatura, ogni taglio. Perché lui lo sa: anche un solo centimetro di carta in più è un’occasione persa per ridurre l’impatto. Grazie a lui, produciamo cartoncino ottimizzato, pensato per adattarsi perfettamente alle linee di trasformazione dei nostri clienti. Formati intelligenti, bobine su misura, strisce calibrate: tutto nasce per ridurre al minimo lo scarto. Reduce ci insegna che sostenibilità non vuol dire solo riciclare, ma anche produrre meglio. Con meno consumo di risorse, meno energia, meno sprechi. Perché ogni foglio ben pensato è già un passo avanti per l’ambiente.

Reuse: il creativo
Reuse è il più estroverso dei tre. Ama i colori, le seconde occasioni, le forme insolite. È lui che dà nuova vita a tutto ciò che sembra finito. Dove gli altri vedono un limite, lui vede un’opportunità. Con Reuse nascono le nostre carte riciclate colorate: fogli riciclati che si trasformano in cartelline da ufficio, tovagliette per la ristorazione, packaging decorativo, inserti speciali per scatole di design. Ogni applicazione è diversa, ogni progetto è unico. Reuse è la dimostrazione che il riciclo può essere anche bello, funzionale, sorprendente. È la prova che la carta può vivere più volte, ogni volta con una funzione diversa.
Recycle: il concreto
Recycle è il più robusto della Banda. Ha vissuto tanto, ma non per questo è meno resistente. Anzi. Dentro di lui ci sono fibre riciclate che arrivano da mille percorsi: imballaggi ecommerce, cartoni duri a fibra lunga, giornali, imballi, fogli industriali. Ma oggi, insieme, formano qualcosa di nuovo. Più forte, più utile, più giusto. È grazie a lui che produciamo il nostro cartoncino uso kraft , che serve per creare tubi ad alta resistenza, angolari per la logistica, cartoncino a nido d’ape.
Recycle non cerca visibilità: lavora in silenzio, nascosto tra le pieghe del trasporto, nei dettagli degli imballaggi tecnici. Eppure, senza di lui, molte cose non arriverebbero integre a destinazione. È il simbolo di un materiale invisibile, ma indispensabile. Un vero alleato della sostenibilità.

Tre anime, un’unica missione
Insieme, Reduce, Reuse e Recycle rappresentano ciò in cui crediamo. Sono il cuore della nostra produzione. Il filo conduttore che unisce tutte le nostre carte: dai prodotti per l’ortofrutta alle soluzioni per l’industria, dai packaging alle applicazioni tecniche. Ogni lunedì, mentre le linee ripartono e i camion si rimettono in moto, loro ci sono. Silenziosi, ma essenziali. Ogni foglio che parte da Trevi ha dentro un po’ di ciascuno di loro.
Dietro ogni carta, una scelta consapevole
Da oltre 65 anni, Cartiere di Trevi produce carte e cartoncini 100% riciclati, utilizzando esclusivamente il 100% di carte da macero provenienti dalla raccolta differenziata e industriale, pronti a diventare qualcosa di nuovo. Offriamo grammature, formati e colori su misura per ogni esigenza produttiva. Perché la carta, nelle mani giuste, diventa valore. Ogni cliente che sceglie le nostre carte sceglie anche ecosostenibilità. Riduzione, Riuso, Riciclo. Sceglie di far parte di una filiera che rispetta l’ambiente, che riduce lo spreco, che crede nel potere del riciclo.

Perché raccontiamo questa storia?
Perché vogliamo esserci. Non solo come fornitori, ma come partner. Per aiutarti a costruire una produzione più efficiente, più sostenibile, più intelligente. Come le scatole di cartone, i tubi ad alta resistenza e le carte riciclate colorate che lavorano in silenzio, noi ci siamo per sostenere la tua produzione, per prolungare il valore di ciò che porti sul mercato.
E anche se il tuo cliente non ci vede, tu sai che ci siamo. Dietro ogni cassetta, ogni frutto, ogni pallet: c’è sempre una carta giusta. E perché anche tu, come noi, sai che ogni dettaglio conta.
“L’economia circolare non è solo un’idea moderna”
È un ritorno intelligente a ciò che le civiltà sapevano da sempre: ogni cosa può avere una seconda vita.” (VIDEO)

1. Origini concettuali:
L’idea alla base dell’economia circolare non è nuova. Già nelle società preindustriali, le risorse venivano riutilizzate più volte (riparazione, riuso, compostaggio). Nulla andava sprecato. Il modello attuale, però, è una reazione diretta al sistema lineare “produci, consuma, getta” nato con la Rivoluzione Industriale e consolidato nel dopoguerra.
2. Anni ‘70: la presa di coscienza
Con la crisi petrolifera del 1973 e i primi studi sull’esaurimento delle risorse, si comincia a parlare di “limiti della crescita”. Il Club di Roma pubblica nel 1972 il famoso rapporto The Limits to Growth, che avverte sui pericoli di un modello di crescita infinita basato su risorse finite.
3. Anni ‘90 – 2000: il concetto prende forma
L’economia circolare come concetto comincia a prendere una forma più definita grazie agli studi di Walter R. Stahel, che propone un “economia di performance” già negli anni ’80. Il concetto viene formalizzato da William McDonough e Michael Braungart nel libro Cradle to Cradle (2002), che promuove prodotti progettati per essere continuamente riciclati.
4. 2010 in poi: la spinta europea
L’economia circolare entra nelle agende politiche. L’Unione Europea lancia nel 2015 il primo Circular Economy Action Plan, aggiornato nel 2020, con l’obiettivo di rendere l’economia UE “climate-neutral, resource-efficient and competitive”.

1. I rifiuti possono diventare… risorse preziose
In Olanda, i vecchi jeans vengono trasformati in isolanti per l’edilizia. A Copenaghen, le ceneri della biomassa vengono riutilizzate per produrre mattoni da costruzione.
2. Il Giappone è stato uno dei pionieri silenziosi
Dopo la crisi ambientale degli anni ’90, il Giappone ha introdotto il concetto di “Società del Riciclo” con leggi precise per ridurre i rifiuti, riutilizzare e riciclare. La Legge Base del Riciclo è del 2000.
3. Il simbolo delle 3 R
Reduce, Reuse, Recycle: non sono solo parole, ma una gerarchia. Ridurre viene prima del riciclo. Meno si consuma, meno si spreca.
4. L’economia circolare crea lavoro
Secondo il Parlamento Europeo, l’economia circolare può creare fino a 700.000 nuovi posti di lavoro in Europa entro il 2030.
5. C’è anche il design circolare
Alcuni oggetti sono oggi progettati fin dall’inizio per essere smontati, riutilizzati, o trasformati. È il caso di molti arredi IKEA, pensati con materiali rigenerati e parti intercambiabili.
Puoi anche inviarci una email e ci metteremo in contatto a breve, oppure puoi chiamare il nostro numero gratuito - (+39) 0742 38511

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