Punti di forza delle Cartiere di Trevi sono la qualità della materia prima e della lavorazione. Citerei anche ...
Provata una volta, la userai per sempre!
Oggi non parleremo di carta – Sì, hai letto bene. Per una volta non parleremo di bobine, cartoncini, grammature, ondulatori, anime, tubi o scatole. Non parleremo di tempi di consegna, di listini, di ordini o di disponibilità di magazzino.
Da oltre sessant’anni il nostro lavoro è produrre carta riciclata e collaborare ogni giorno con cartotecniche, scatolifici, tubettifici e aziende dell’imballaggio. Oggi, però, vorremmo dedicare qualche minuto alle persone che quella carta la acquistano, la trasformano, la movimentano e la fanno diventare un prodotto finito. Perché dietro ogni bobina c’è una macchina. Ma soprattutto c’è una persona.
Sono le 8:31 del mattino.
Hai già letto le prime e-mail e risposto ai messaggi più urgenti. Hai appena acceso il computer, ma il telefono squilla prima ancora che tu riesca a finire il primo, o forse il secondo, caffè. Sul monitor continuano ad arrivare nuove e-mail, mentre il cellulare vibra senza sosta.
Il commerciale entra nel tuo ufficio per chiederti una conferma. Il reparto produzione ti segnala un’urgenza. Un fornitore aspetta una risposta, il trasportatore vuole sapere se il camion partirà oggi oppure domani e, nel frattempo, qualcuno bussa alla porta con un altro problema da risolvere.
La mattina sta già volando via.
Ti fermi un istante, guardi l’orologio e ti rendi conto che non hai ancora iniziato nemmeno una delle tre attività più importanti che avevi programmato per oggi. Hai risposto a decine di e-mail, hai fatto telefonate, hai sistemato una emergenza, hai risolto problemi che non potevano aspettare. Tutto necessario, certo. Ma non era quello che avevi deciso di fare quando è iniziata la giornata.
Poi arriva il pranzo quasi senza accorgertene.
Il pomeriggio riparte con lo stesso ritmo. Una riunione lascia spazio a un’altra, una richiesta urgente sostituisce quella appena conclusa e ogni volta che pensi di esserti liberato, compare qualcosa di nuovo che richiede immediatamente la tua attenzione. Quando finalmente sali in macchina per tornare a casa, qualcuno ti chiede:
“Com’è andata oggi?”
La risposta arriva quasi automaticamente.
“Una giornata pienissima.”
Ma prova a fermarti un momento. Se dovessi raccontare un episodio preciso della tua giornata, qualcosa che ricordi davvero, quanto tempo impiegheresti per ritrovarlo nella memoria?
Forse più di quanto immagini. Perché, mentre il tuo corpo era in ufficio, in reparto o davanti alla macchina, la tua mente era già altrove. Sul problema successivo. Sulla telefonata che dovevi ancora fare. Sulla consegna di domani. Sul cliente che aspetta una risposta. E così la giornata è passata. L’hai portata a termine.
Ma l’hai davvero vissuta?
Questa sensazione ha un nome.
Molto spesso lavoriamo con il pilota automatico inserito. Il corpo è presente, ma la mente continua a correre avanti e indietro. Mentre ascolti un cliente stai già preparando la risposta. Mentre controlli un ordine stai pensando alla riunione successiva. Mentre sei a pranzo continui a lavorare mentalmente. Succede così spesso che quasi non ce ne accorgiamo più.
Secondo Osho, autore del libro Awareness, la maggior parte delle persone vive proprio in questo modo. Non perché sia incapace di prestare attenzione, ma perché la mente è continuamente trascinata nel passato o nel futuro, dimenticando l’unico momento nel quale possiamo davvero agire: quello presente.
Siamo abituati a pensare che la stanchezza dipenda soltanto dalle ore trascorse in azienda. In realtà una parte importante della fatica nasce dal continuo rumore che abbiamo nella testa. Ogni attività viene interrotta da una telefonata, una notifica, un’e-mail, un’urgenza. Quando finalmente chiudiamo un problema, la mente è già impegnata su quello successivo.
È come avere sempre decine di finestre aperte sul computer. Ognuna richiede attenzione. Ognuna consuma energia. Alla fine della giornata non siamo soltanto stanchi. Siamo mentalmente svuotati.
Nel suo libro, Osho propone un’idea tanto semplice quanto potente. Quando proviamo ansia, rabbia o preoccupazione, la nostra reazione naturale è cercare un’altra distrazione. Controlliamo il telefono, apriamo una nuova e-mail, passiamo da un’attività all’altra pensando di essere più produttivi. In realtà stiamo semplicemente evitando di osservare quello che ci sta succedendo.
Un estratto dal libro: La maggior parte delle persone vive la vita in maniera inconsapevole
Secondo Osho la maggior parte di noi si muove attraverso la sua esistenza come un sonnambulo. Non abbiamo mai completamente coscienza dell’ambiente che ci circonda, non siamo mai realmente presenti in ciò che stiamo facendo e nemmeno siamo consapevoli dei motivi per cui facciamo o diciamo determinate cose. La nostra mente è sempre invasa da mille pensieri, continuamente, e sono così tanti e frenetici da renderci inconsapevoli di quello che sta succedendo e di chi siamo realmente. In pratica, è come se vivessimo al pari di un sonnambulo, una persona che si muove in un sonno perenne.
La soluzione, secondo lui, è fermarsi per qualche istante e osservare. Osservare quello che stiamo facendo. Osservare quello che stiamo pensando. Osservare anche le emozioni che proviamo, senza cercare immediatamente di cambiarle. Può sembrare un concetto lontano dal mondo industriale. In realtà è esattamente il contrario.
Un operatore davvero presente nota un’anomalia prima che diventi una rottura carta. Un responsabile acquisti ascolta davvero ciò che il fornitore gli sta comunicando e coglie dettagli che potrebbero passare inosservati. Un direttore di produzione prende decisioni migliori perché non reagisce d’impulso, ma osserva la situazione con lucidità. Un imprenditore smette, almeno per qualche minuto, di rincorrere gli eventi e torna a guidare la propria giornata. Essere presenti non significa rallentare. Significa lavorare con tutta l’attenzione disponibile, invece di disperderla continuamente.
Domani mattina prova a fare una cosa diversa. Prima di aprire la prima e-mail, prima della prima telefonata o della prima riunione, fermatevi per trenta secondi. Guardate l’ambiente intorno a voi. Ascoltate i rumori del reparto o dell’ufficio. Bevete il caffè senza leggere il telefono. Può sembrare una perdita di tempo. Forse, invece, è il modo migliore per riprendere possesso della vostra giornata.
Ogni giorno, qui in in Cartiera, a Trevi, produciamo centinaia di tonnellate di carte e cartoncini riciclati. Sappiamo quanto siano importanti la qualità, il servizio e la puntualità delle consegne. Ma sappiamo anche che nessuna bobina di carta avrebbe valore senza le persone che ogni giorno la trasformano in una scatola, in un tubo, in un espositore o in un imballaggio. Per questo oggi abbiamo deciso di non parlare di carta. Abbiamo preferito parlare di voi. Perché le macchine fanno rumore. La carta continua a scorrere. Gli ordini arrivano e partono. Ma sono sempre le persone, con la loro attenzione e la loro presenza, a fare davvero la differenza. Forse domani la vostra agenda sarà piena esattamente come oggi. Ma se, anche solo per un minuto, riuscirete a essere davvero presenti in quello che state facendo, quella giornata non sarà soltanto un’altra giornata di lavoro.
Sarà una giornata vissuta.
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