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8 marzo festa della donna e storia della carta
Le donne che hanno fatto la storia della carta
Una storia poco raccontata

Quando pensiamo alla storia della carta, spesso immaginiamo inventori, tipografi, stampatori, grandi editori. Figure quasi sempre raccontate al maschile. Eppure, la storia della carta è anche profondamente legata al lavoro e al contributo delle donne. Un contributo spesso silenzioso, ma fondamentale per lo sviluppo di uno dei materiali più importanti della civiltà.

L’8 marzo è quindi anche un’occasione per ricordare un aspetto poco conosciuo


Il ruolo delle donne nella storia della carta e della stampa. Le donne che resero possibile la diffusione della carta.

Secondo la tradizione storica, l’invenzione della carta viene attribuita nel 105 d.C. al funzionario imperiale cinese Ts’ai Lun, che perfezionò un metodo per produrre fogli utilizzando fibre vegetali, acqua e setacci. Ma la diffusione della carta nella società cinese avvenne soprattutto grazie al lavoro quotidiano svolto nei villaggi. Per secoli, infatti, la produzione della carta fu anche un’attività domestica e artigianale.

In molte regioni della Cina erano le donne dei villaggi a preparare le fibre, lavarle, batterle, stenderle e formare i fogli. Un lavoro paziente e ripetitivo che richiedeva grande manualità e precisione. Fu proprio grazie a queste attività diffuse nelle comunità locali che la carta smise di essere un materiale raro e diventò progressivamente accessibile a sempre più persone.

La carta come arte: le artiste che portarono il Giappone nel mondo


Nel corso dei secoli la carta non è stata solo un materiale tecnico o industriale. È diventata anche un mezzo artistico. Nel mondo della stampa artistica e delle incisioni giapponesi, ad esempio, la qualità della carta washi ha avuto un ruolo fondamentale. Tra gli artisti e le personalità che contribuirono a diffondere nel mondo la cultura visiva giapponese e l’uso di questa carta straordinaria ci fu anche Elizabeth Keith, artista scozzese attiva tra il XIX e il XX secolo. Le sue opere, realizzate con tecniche di stampa e incisione orientali, contribuirono a far conoscere in Europa e negli Stati Uniti l’estetica delle stampe giapponesi e la qualità delle carte utilizzate per realizzarle. In questo modo la carta non fu solo un supporto, ma parte integrante dell’opera.

Le donne nelle cartiere europee

Anche nella storia industriale europea la presenza femminile nelle cartiere è stata significativa. Tra l’Ottocento e l’inizio del Novecento, molte fasi della produzione della carta richiedevano un lavoro manuale molto accurato. Nelle cartiere europee erano spesso le donne a occuparsi della selezione degli stracci, materia prima fondamentale prima dell’introduzione diffusa della cellulosa. Era un lavoro delicato: gli stracci dovevano essere divisi per qualità, colore e composizione per ottenere carte con caratteristiche uniformi. In altre fasi del processo produttivo, le donne lavoravano anche alla formazione e al controllo dei fogli, verificandone la qualità e la regolarità. Erano attività che richiedevano attenzione, precisione e grande esperienza.

Le parole che hanno cambiato il mondo

C’è poi un ultimo aspetto, forse il più importante. La carta non è stata solo un materiale da produrre o da utilizzare. È stata anche lo strumento su cui sono state scritte alcune delle conquiste più importanti della società. Diritti civili, leggi, libri, manifesti, giornali e documenti che hanno raccontato e sostenuto l’evoluzione del ruolo delle donne nel mondo. Molte delle parole che hanno contribuito a cambiare la storia – dal diritto allo studio al diritto di voto – sono passate proprio attraverso fogli di carta.

L’8 Marzo e la carta

Per questo l’8 marzo è anche un’occasione per ricordare come la carta abbia accompagnato e custodito queste trasformazioni. E, allo stesso tempo, per ricordare che dietro la storia della carta ci sono state anche molte donne. Una presenza discreta, spesso poco raccontata, ma profondamente intrecciata con lo sviluppo di uno dei materiali più importanti della nostra civiltà.

Anche oggi, come allora, la carta continua a nascere dal lavoro e dalla competenza delle persone. Ed è anche grazie al contributo delle donne che ogni giorno prende forma qui, in Cartiere di Trevi.

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1 Commento
Marta Berti
Marta Berti
5 mesi fa

Apprezzato da me in quanto donna, e al di là di questo, molto interessante! Grazie

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